Ucraina: Odessa, la città della Potemkim

Articolo e reportage fotografico pubblicato su http://www.eastjournal.net

L’Ucraina sta vivendo oggi una fase cruciale della sua storia. La tensione con la Russia per il controllo della penisola della Crimea è alle stelle.

Il paese, già piegato da una grave crisi economica, è oggi sull’orlo di una guerra ed è diviso tra le tentazioni filo-occidentali di gran parte della popolazione delle regioni occidentali e il sentimento di “appartenenza” alla Russia di quella delle regioni orientali.

Il rischio di perdere la Crimea o di una secessione e frammentazione del paese è un incubo che agita le notti di Kiev.

I rapporti tesi, le divergenze di vedute e di interessi sulla “questione Ucraina” tra Putin e i leader occidentali rievocano echi dei giorni della guerra fredda.

Nell’aprile 2013, feci il mio primo e finora unico viaggio in Ucraina.

Visitai la splendida Odessa, la capitale Kiev e poco prima di varcare la frontiera con la Polonia l’affascinante Lviv ( Leopoli), capoluogo dell’Ucraina occidentale, con la sua meravigliosa architettura e i suoi caffè evocanti atmosfere mitteleuropee.

Un’ esperienza bella ed interessante, che mi ha fatto conoscere un popolo fiero ed ospitale, vissuta in un periodo relativamente vicino ma che sembra lontano anni luce dalle tensioni e dalla situazione attuale.

Mai avrei immaginato che la situazione del paese, a meno di un anno dalla mia visita, precipitasse a tal punto. Problematiche economiche a parte, a cui gli ucraini da anni sono purtroppo avvezzi, la situazione mi parve tranquilla, perlomeno dal punto di un viaggiatore di passaggio come me, la cui analisi non può che esser superficiale.

Nel corso del breve soggiorno in Ucraina trascorsi la maggior parte dei miei giorni ad Odessa, la celebre città affacciata sul Mar Nero.

Rimasi affascinato dai suoi splendidi palazzi, dall’incantevole Teatro dell’Opera, uno dei più bei teatri d’Europa, sede degli spettacoli della rinomata Compagnia del Balletto di Odessa.

Subii il fascino di una città cosmopolita, ricca di diversità frutto della sua tormentata storia: nel corso di due secoli la città fu dal 1815 un porto franco tra i più importanti per la Russia, il fulcro della rivoluzione operaia nel 1905 con l’ammutinamento della corazzata Potëmkin, città eroica tra il ‘41 e il ’44 contro i nazisti e le truppe rumene loro alleate.

Godetti di un clima mite e del verde del parco Shevchenko, oasi di svago e relax, affacciato sullo storico porto della città, importante snodo commerciale tra oriente ed occidente.

Passeggiai lungo suggestive scogliere a picco sul Mar Nero, girovagai a zonzo per mercati, frequentai i caffè della città degustando dell’ottima cioccolata, fui gentilmente invitato a pic nic e a condividere bicchieri di vodka.

Atmosfere lente, calme e rilassate. Spiagge deserte e persone cordiali.

Odessa si risvegliava lentamente da un lungo letargo invernale accogliendo i primi soli primaverili, prima della consueta “invasione” estiva di turisti che la trasforma ormai da anni nella regina incontrastata della tintarella, del divertimento sfrenato e della movida notturna.

Sono giorni in cui le televisioni, i giornali, tra cui il nostro East Journal seguono quotidianamente le importanti vicende ucraine con attente ed approfondite analisi sui possibili scenari per il futuro di questa nazione, del popolo ucraino e dei risvolti che l’evolversi della crisi avrà nello scacchiere geo-politico mondiale.

La questione ucraina suscita interesse ed accesi dibattiti.

Sebbene abbia le mie idee e segua con vivo interesse e preoccupazione l’evolversi della situazione, lascio le analisi politiche a persone ben più esperte del sottoscritto nelle vicende ucraine.

Condivido invece con piacere immagini, istanti di vita, momenti, sguardi delle persone incontrate in quei giorni.

Che ne sarà di loro? Quale sarà il futuro di queste persone e quello dell’Ucraina?

Benvenuti ad Odessa, il cuore pulsante dell’Ucraina meridionale…